La prima semifinale dell’Eurovision Song Contest 2026 ha avuto il suo momento più italiano prima ancora della gara vera e propria. Alla Wiener Stadthalle di Vienna, Sal Da Vinci è salito sul palco con “Per sempre sì” e ha incassato una delle accoglienze più calorose della serata. Un’ovazione che pesa, perché l’artista napoletano è già qualificato alla finale di sabato 16 maggio in quanto rappresentante dell’Italia, ma il passaggio in semifinale serviva comunque a misurare l’impatto del brano sul pubblico europeo.
Da Vinci è apparso emozionato, quasi travolto dalla dimensione dell’evento. Dopo l’esibizione, intervistato da Elettra Lamborghini, ha ammesso: “Sono molto emozionato, sono accelerato”. Poi ha aggiunto una frase che racconta bene il suo modo di vivere l’Eurovision: “Questo mescolare culture attraverso la musica è qualcosa di fantastico”.
La scelta di Sal Da Vinci per l’Eurovision è interessante proprio perché non prova a inseguire a tutti i costi i codici più moderni del contest. “Per sempre sì” porta sul palco una forma di sentimentalismo dichiarato, tradizionale, melodico, quasi controcorrente rispetto alla grammatica iperprodotta dell’Eurovision contemporaneo.
Il punto di forza non è la provocazione, ma la riconoscibilità. Da Vinci arriva con una canzone che parla il linguaggio della promessa amorosa, della fedeltà, del sentimento popolare. Può piacere o dividere, ma non finge di essere altro. Ed è proprio questa identità così marcata a renderlo diverso in una competizione dove molti artisti cercano di somigliarsi tra beat elettronici, coreografie millimetriche e staging futuristici.
