GHALI : IERI SUPER OSPITE A SANREMO PER PRESENTARE DNA.

La prima volta di Ghali, sul palco dell’Ariston in qualità di super ospite, è un passo importante nell’affermazione di artista sempre più importante a livello italiano e internazionale; uno showcase da quindici minuti in cui è successo letteralmente di tutto. Maschere, stuntman, body paint, rivelazioni e colpi di scena, il tutto coronato dalla prima volta in assoluto di Goodtimes, terzo brano estratto da DNA il nuovo album in uscita alle 23.59 del 20.02.20 per Atlantic Warner/Sto Records. Il brano, prodotto da Merk & Kremont, non sarà disponibile fino all’uscita dell’album ma questa anticipazione è l’ultimo dei “reghali” ai fan prima dell’uscita dell’album. Il brano sarà anche la colonna sonora della campagna di comunicazione della Nuova BMW Serie 1.

“La mia prima volta sul palco dell’Ariston è stata indimenticabile. Per me è stata una grandissima emozione ed è stato il modo migliore per presentare questo nuovo progetto che io dal vivo mi immagino come un qualcosa di quasi teatrale. Quello che avete visto sul palco è solo un frammento di quello che vogliamo portare in scena al Fabrique. E’ stato magico ma è solo il primo passo di un lungo viaggio! Stasera non ero solo io sul palco ma tutti noi.”

L’esibizione di Ghali è stata un denso susseguirsi di immagini e suggestioni dal sapore teatrale; i brani eseguiti sono stati Cara Italia, Willy Willy, Boogieman (brano al primo posto della classifica FIMI nella settimana di esordio) e Goodtimes. Tutto quello che abbiamo visto nasce da una precisa idea di narrazione; dalla caduta per le scale dell’Ariston (fortemente simbolica dalla volontà di Ghali di rialzarsi sempre) fino alle maschere, il leitmotiv è la volontà di creare uno show a trecentosessanta gradi pieno di significati.

Le maschere utilizzate in scena, che richiamano la copertina dell’album, sono state realizzate da Valentina Visintin, ideatrice anche della trasformazione di Pierfrancesco Favino in Craxi nel film Hammamet. Ghali ne indossa una nella sua performance senza temere di mettersi a nudo, anzi giocando proprio sulla propria identità e sul DNA che lo riporta sempre a casa: a Baggio, Milano.  Le maschere utilizzate sono anche un modo di dire che solo superando le apparenze si raggiunge la verità accedendo così al vero mondo interiore di ognuno rappresentato in questo caso dal body paint utilizzato sui volti dei figuranti.

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